Reddito di cittadinanza, doccia fredda per i precettori | Sarà annullato per questi cittadini

Il reddito di cittadinanza è stato uno dei cavalli di battaglia del Movimento Cinque Stelle, che lo riteneva un provvedimento indispensabile per aiutare gli italiani in difficoltà. La misura potrebbe avere però le ore contate.

Ormai da anni sono tante le famiglie che stanno attraversando una fase di forte difficoltà economica, in modo particolare chi si trova a perdere il lavoro e fatica a trovarne un altro. La situazione non è certamente migliorata nell’ultimo periodo, a causa dei costi alle stelle raggiunti da luce e gas e della difficoltà di molti nostri concittadini a sostenerli.

Reddito di Cittadinanza (fonte canva)
Reddito di Cittadinanza (fonte canva)

Non a caso, ci sono state imprese che cono arrivate anche a ridurre la produzione o a chiudere perché stremate dalla situazione. In un quadro come questo molti sono riusciti ad andare avanti solo perché percettori del reddito di cittadinanza, un provvedimento che non è però mai piaciuto particolarmente al presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Il reddito di cittadinanza continua a fare discutere

Sin dalla campagna elettorale Giorgia Meloni non ha nascosto di non vedere grossi punti a favore del reddito di cittadinanza, almeno per il modo in cui è stato pensato all’origine. A suo dire, infatti, una misura come questa potrebbe spingere diverse persone ad adagiarsi sul divano e a rifiutare offerte di lavoro perché lo stipendio proposto non sia di molto superiore. Non a caso, i livelli di occupazione non sono poi aumentati particolarmente in questi anni e sono ancora in tanti a essere in difficoltà.

Il Presidente del Consiglio non sembra avere comunque l’intenzione di fare una totale tabula rasa della misura, ma cercare di renderla più efficiente, cosa che evidentemente fino ad ora non è avvenuto. Non è concepibile che ci siano nostri connazionali che si accontentino di percepire questi soldi e non si guardino attorno alla ricerca di un impiego. Pensare di trovare il lavoro dei sogni in un periodo come questo è spesso impensabile, ma non significa rifiutarsi a priori di mettersi alla ricerca.

Una delle prossime novità su cui il leader di Fratelli d’Italia potrebbe mettersi all’opera potrebbe così riguardare proprio questo aspetto. Si cercherà così di analizzare tutto quello che non ha funzionato e di provare a migliorarlo. Non è escluso che il cambiamento possa avvenire già in questo mese di novembre appena iniziato.

Cosa potrebbe cambiare

Ma quali sarebbero le proposte che starebbe pensando di mettere in atto Giorgia Meloni? Il premier vorrebbe cercare di risolvere quelle problematiche che sono emerse in questi anni in cui il decreto è stato in vigore e che non lo hanno reso così risolutivo come si sarebbe pensato.

Una delle idee allo studio sarebbe quella di escludere l’INPS dalla gestione: al momento, infatti, chi è interessato a percepirlo deve inviare richiesta all’ente di previsenza, che valuta poi se si ha diritto al beneficio. Si potrebbe pensare di demandare questo compito agli enti locali, che hanno dalla loro un vantaggio: conoscono bene i cittadini che vivono nelle vicinanze e sanno bene chi possa effettivamente avere bisogno del reddito di cittadinanza. Si ridurrebbe così la possibilità di quei “furbetti” che lo ricevono, ma poi magari lavorano in nero, arrivando così asd avere praticamente due stipendi.

Anche la durata potrebbe essere modificata. Al momento chi vede accolta la propria istanza ha la garanzia di percepirlo per almeno diciotto mesi, che possono essere poi rinnovati se le condizioni economiche della persona non dovessero essere cambiate. L’unico problema può nascere a cavallo del rinnovo, visto che a causa della valutazione della richiesta non si riceve niente per un mese.

Giorgia Meloni reddito di cittadinanza
Giorgia Meloni – Foto | La7

Il presidente del Consiglio vorrebbe quindi arrivare a sei mesi di attesa tra un rinnovo e l’altro, in modo tale da far sì che il diretto interessato possa sfruttare quel periodo per mettersi alla ricerca di un lavoro. L’eventuale proroga sarebbe valida invece solo per dodici mesi, per poi arrivare a sei mesi la volta successiva.

Non resta quindi che attendere, ma si tratterebbe di un cambio importante, che potrebbe essere affiancato anche da politiche attive volte a favorire l’occupazione.

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